Diario di Viaggio


Quando studiavo storia del teatro a conquistarmi fu la figura del Contastorie Medievale, quello che girava di corte in corte a raccontare i fatti che accadevano in giro per l’Italia e per l’Europa. Nel 2008, uscito dai Teatri Stabili, decisi di iniziare questo Viaggio Antico, quello di un Attore Nomade che ogni sera racconta una storia in un posto diverso. Più giri più incontri, più incontri più conosci e cosi dal vissuto e dalle relazioni nascono Progetti che si trasformano ancora in Viaggi…

Un Progetto per portare il Teatro fuori dai Teatri

Nell’estate del 2003 Alessandro Hellmann tirò fuori un articolo di Aldo Grasso che parlava dell’Acna di Cengio, mi disse che lo conservava nel cassetto da dieci annni e che avrebbe voluto scriverci una storia, e magari farla diventare un monologo teatrale. Mi chiese se mi andava di affrontare questa sfida insieme. Mentre mi parlava gia stavo dicendo di si con la testa.

Nell’inverno del 2004 , con Alessandro iniziammo le spedizioni in Valle Bormida per la ricerca dei materiali, le interviste, i sopralluoghi,  e poi Ale tornava a Roma e scriveva, scriveva. Dopo un anno, nel 2005 pubblicò il libro sul caso Acna di Cengio dal nome  “Cent’anni di veleno”. Nello stesso anno, con testo alla mano, sotto la guida di un regista (Nicola Pannelli) iniziai  i lavori per il monologo. Appena avevo qualche giorno libero dalle tourneè teatrali mi ritiravo in una casa di campagna nel Mugello, come  spazio per le prove  usavamo una vecchia stalla diroccata, si lavorava alla storia con le sue immagini, i tanti personaggi, e poi ritmo, corpo, spazio scenico, memoria, tanta memoria.  Prima 10 minuti, poi 20, poi 45, poi un ora e mezza fino a raccontare tutto il libro in due ore e venti minuti. Ad un anno dall’uscita del libro, nell’ottobre 2006 debuttammo a Torino con il monologo de “Il Fiume Rubato”. 

Dal 2006 al 2008  il monologo girò per i teatri italiani, ma andava lento e allora arrivò l’idea di rompere lo schema con una formula popolare, “ portare il teatro fuori dai teatri “,  per raccontare una storia del popolo al popolo. Artefice di questo salto nell’on the road fu Federico Canibus, amico, tecnico e musicista. Con lui iniziammo a portare in giro la storia per cascine, stalle , fienili, centri sociali, piazze, rifugi, spiagge, e tanto altro ancora facendo piu di 100 date per tutta italia fino all’ultima replica fatta in Francia, al Theatre dell’Ogresse di Parigi nel settembre 2014. La pratica era diventata un rito, ogni tre mesi si partiva per un tour di due settimane. All’inizio caricando tutta l’attrezzatura in una macchina  a gas, poi la macchina si è rotta e abbiamo continuato in treno. Zaini in spalla e attrezzatura su di un carrello. Tutto era organizzato al dettaglio, orari dei treni , arrivi e partenze, città, regioni, serata dopo serata. Si arrivava e subito ci venivano a prendere per portarci sul luogo deputato alla scena. Montaggio, prove, riposo-concentrazione,  il pubblico inizia ad arrivare, e come si usa in teatro ci si dava la mezz’ora, i cinque minuti, e poi il “ chi e è di scena”!! Due ore e venti minuti di monologo diventarono ben presto un ora e un quarto.  Piu snello, piu efficace. Il pubblico in silenzio, Fede alla chitarra e io alla voce  per raccontare insieme le parole di Alessandro che come un Fiume in piena attraversavano ogni sera i 100 anni di veleno della Valle Bormida. Sotto la luce di due torce da cantiere montate su due piantane, lo spettacolo dava vita al dramma e all’ironia di una storia a tratti paradossale e grottesca,  e poi subito prendevano forma le manifestazioni di protesta, gli abusi di potere, le bugie , gli scontri, e la forza dei valligiani sempre pronti a partire. Interi paesi e famiglie spaccati in due dagli interessi della fabbrica, dai tornaconti personali. Il 900 industriale, e un benessere pagato a caro prezzo.  Una storia archetipica dove ognuno si riconosce e che grazie anche al rito del teatro ha dato modo a migliaia di persone di ri-vivere  collettivamente “ l’ultima guerra civile italiana”. Parole, musica , silenzi. Luce, buio! Applausi.  E dopo lo spettacolo, ad ogni data, in ogni posto, c’era chi ci ospitava per la notte. Tanti incontri,  tante storie di vite vissute, raccontate, a volte taciute. Abbracci , e ogni mattina si ritornava sempre in stazione , al punto di arrivo per ripartire seguendo quel filo che tutto lega.

Lotta europea contro i pesticidi

Lungo il Viaggio da Narratore Nomade, iniziato nel 2008 con lo Spettacolo de “Il Fiume Rubato”), cammina cammina ad un certo momento ho incontrato una fioritura inattesa, un’Ape si posò davanti a me e da li iniziai a seguire il suo Volo. 

Tutto iniziò dall’esigenza di Francesco Panella, allora presidente Unaapi ( Unione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani), di denunciare la moria delle Api a causa dei pesticidi ( i neonicotinoidi nella fattispecie) . In quell’estate del 2010 iniziò una sinergia di collaborazioni artistiche fatta di Teatro e Musica  al servizio della causa ambientale contro i Pesticidi. E’ stato un progetto artistico andato di pari passo alla battaglia Europea contro i Neonicotinoidi. Partiti nel 2011 con studi, ricerche sul tema, scrittura del testo teatrale, componimento musiche e canzoni,  alla fine arrivammo a debuttare con lo spettacolo Teatrale “La Solitudine dell’Ape” al festival Terra Madre di Torino ( 2012).  Intanto, mentre lo spettacolo girava per festival, piazze e teatri, l’anno successivo prese il via  anche un percorso di narrazione in musica itinerante “ Il Cantico delle Api” per far arrivare lo stesso messaggio tra le campagne. Ed è proprio incontrando di persona contadini e apicoltori che dopo due anni di narrazione fatta sul campo, nacque il documentario “ La Zappa sui Piedi” , una testimonianza di voci autentiche che raccontano il problema dal loro punto di vista. Nel 2014 questo lavoro video debuttò al festival Terra Madre di Torino e l’anno successivo vinse il primo premio al Bee Film Festival di Praga.  

Questo progetto artistico di teatro, musica, narrazione, e video, è durato tanto quanto la lotta Europea contro i Neonicotinoidi usati in Agricoltura. Finita la lotta, terminato il progetto!

Radici nel Cielo

Come un viandante, con lo zaino in spalla, per più di dieci anni ho girato l’Italia inseguendo la via degli antichi contastorie. Ho attraversato regioni, città, paesini e campagne. Anno dopo anno, stagione dopo stagione, in un nomadismo continuo. Ad accogliermi i luoghi e le persone più disparate.

Essere un attore l’ho sempre considerato una fortuna. Perché mi ha permesso, e mi permette ancora adesso, di incontrare quasi a ogni passo storie preziose. E dietro le storie si nasconde un’umanità ancor più preziosa. Va però cercata.

Con tutto questo bagaglio nell’animo, un po’ infreddolito e stanco, nell’inverno del 2015 ho cercato rifugio in un ex monastero benedettino, vicino a Fabriano, nelle Marche. Davanti alla fiamma del camino di Tenuta San Cassiano, ai piedi del monte Cucco, ho iniziato così a tracciare una mappa. La mappa di un nuovo progetto artistico che ha al centro l’uomo e l’appartenenza alla terra. Mi è bastato unire i puntini, come si fa da bambini con la Settimana Enigmistica. Camminando tra i frassini e i lecci, tra i silenzi di questa abbazia, lungo il torrente, ho trovato il filo che stavo inseguendo.

Nei giorni che passavano ho riportato alla mente i racconti ascoltati e le esperienze fatte, ho annotato i nomi e i cognomi di contadini, allevatori, artigiani, incontrati nel mio peregrinare, uomini e donne dai saperi millenari e ho immaginato di farli dialogare con medici, poeti, professori universitari, autori del passato. Quando è arrivata la primavera, come per magia, il senso profondo del mio progetto è spuntato come le gemme sui ciliegi selvatici. Ancora oggi, in tutta Italia, ci sono persone che onorano i territori in cui vivono e al contempo ne traggono profitto, lavorando in modo rispettoso e sostenibile. Con la brezza di maggio, son ripartito, ma stavolta non ero più solo, con me c’era una piccola armata Brancaleone, un gruppo di lavoro grazie al quale è stato possibile realizzare un Progetto ambizioso come quello di “Radici nel Cielo”: Con un furgone abbiamo percorso oltre 4 mila km tra le campagne italiane, un “Viaggio tra Terra e Cielo” alla ricerca di quell’umanità che con la pratica propone un rinnovato rapporto con la terra! Le Voci di contadini, allevatori, artigiani, boscaioli, sono state  messe in dialogo con scienza, filosofia, letteratura e poesia in un viaggio di ricerca artistica che ha fatto nascere uno spettacolo teatrale, un film documentario e una Web Story! Il Documentario “Con i piedi per Terra” nel giugno 2017 è stato premiato a CinemAmbiente di Torino con la Menzione speciale di Legambiente.